09 febbraio 2008
07 febbraio 2008
05 febbraio 2008
Recensione EpSk
dicono di noi su gufetto.it, giornale musicale on-line che ringrazio per aver avuto la pazienza di ascoltarci!!!
GENERE: Rock classico
MIGLIOR BRANO: Guardami Almeno
ASSOMIGLIA A: -
VOTO (0-10): 6.0
ETICHETTA: Autoprodotto
ARTICOLO DEL: 22/02/2008
Eccoci qua davanti ad un foglio “di carta” word, cuffie in testa ad ascoltare ed a parlare dei Soulkeepers, una band che nasce nel 2001 che scrive pezzi propri.
Questo mini Cd dal titolo omonimo è il loro secondo demo.
Va detto subito che non si tratta di una registrazione di alto livello e come tale va considerato, anche se le idée al gruppo non mancano.
Sette sono i pezzi, per 35 minuti di note. Si inizia con “Nuda”, prima traccia, con un supporto di chitarre ben suonate, anche se il gioco vero e proprio lo conduce la sezione ritmica, che riesce a trascinare il pezzo fino alla fine.
“Barcellona”, “Maschera”, “Splendidamente” appaiono come pezzi più incisivi e ben preparati, ricchi di buoni ritornelli e buoni passaggi di voce e chitarra.
La voce del vocalist in alcuni pezzi però, dà l’impressione di essere quasi un corpo estraneo, non perché non sia capace di seguire il ritmo, ma come se a tratti si distaccasse dal pezzo in se stesso.
L’Ep alla fine non dispiace, sebbene sia poco originale.
link alla pagina:
http://www.gufetto.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=3057&Itemid=26
GENERE: Rock classico
MIGLIOR BRANO: Guardami Almeno
ASSOMIGLIA A: -
VOTO (0-10): 6.0
ETICHETTA: Autoprodotto
ARTICOLO DEL: 22/02/2008
Eccoci qua davanti ad un foglio “di carta” word, cuffie in testa ad ascoltare ed a parlare dei Soulkeepers, una band che nasce nel 2001 che scrive pezzi propri.
Questo mini Cd dal titolo omonimo è il loro secondo demo.
Va detto subito che non si tratta di una registrazione di alto livello e come tale va considerato, anche se le idée al gruppo non mancano.
Sette sono i pezzi, per 35 minuti di note. Si inizia con “Nuda”, prima traccia, con un supporto di chitarre ben suonate, anche se il gioco vero e proprio lo conduce la sezione ritmica, che riesce a trascinare il pezzo fino alla fine.
“Barcellona”, “Maschera”, “Splendidamente” appaiono come pezzi più incisivi e ben preparati, ricchi di buoni ritornelli e buoni passaggi di voce e chitarra.
La voce del vocalist in alcuni pezzi però, dà l’impressione di essere quasi un corpo estraneo, non perché non sia capace di seguire il ritmo, ma come se a tratti si distaccasse dal pezzo in se stesso.
L’Ep alla fine non dispiace, sebbene sia poco originale.
link alla pagina:
http://www.gufetto.it/cms/index.php?option=com_content&task=view&id=3057&Itemid=26

