14 ottobre 2007

Una nuova filosofia di musica...

Dal Messaggero...



"ROMA (11 ottobre) - La rivoluzione ha avuto inizio. Un buon inizio. E non è stata condotta da un gruppo di nicchia, che conta solo pochi affezionati, ma da una delle migliori rock band del mondo. I Radiohead hanno scavalcato gli intermediari discografici scegliendo di diffondere il loro settimo album In rainbows esclusivamente su internet, dalle sette di ieri mattina, come promesso.Il metodo è filato liscio come l’olio, nonostante l’ingorgo di connessioni al sito http://www.inrainbows.com/, e i navigatori hanno potuto scegliere fra due alternative: comprare in anteprima, alla cifra di 40 sterline (spese di spedizione incluse), un pacchetto con l’album di diciotto tracce, un doppio vinile e fotografie, oppure scaricare nel giro di due minuti un file zip di 48,4 megabyte con dieci tracce mp3 senza DRM, cioè masterizzabile e diffondibile, al prezzo che desiderano. Proprio così: offerta libera. Prevedendo una reazione di incredulità al cospetto della scritta “Decidi tu”, a un secondo clic, il sito risponde ”No, davvero, decidi tu”, trasformando l’acquisto in un caso di coscienza. Il prezzo medio registrato sembra essere stato di cinque sterline, non perché poco valga In rainbows, piuttosto perché gran parte dei fan compreranno comunque il feticcio vero e proprio nel 2008, quando uscirà nei negozi nel formato consueto. Contenti i Radiohead che, scaduto il contratto con la Emi adesso gestiscono direttamente la realizzazione e la distribuzione del lavoro, salvando così le proprie scelte estetiche e creative dal compromesso e mettendo in tasca ogni centesimo (finora gli artisti ricavavano dai live e dal merchandising più che dal cd), e contenti pure i fruitori. Meno euforiche sono le major, a questo ennesimo rintocco funebre, incapaci di fare fronte alle novità digitali e ostinate a criminalizzare il downloading e il file-sharing invece di sfruttarne i vantaggi promozionali.Già da tempo i Radiohead tiravano spallate a quello che il cantante Thom Yorke definisce “un modello di business decadente”. Hanno sempre considerato l’album una forma artistica da rispettare, detestato le vendite individuali delle canzoni, per loro inasportabili dal resto del disco, messo in piedi tour senza sponsor o marchi pubblicitari, e rilasciato solo interviste indispensabili. Nel 2000 misero in rete l’apparentemente invendibile “Kid A” tre settimane prima dell’uscita ufficiale e il disco, senza supporto radiofonico o singoli mirati, riuscì a toccare il vertice delle classifiche in Europa e negli Stati Uniti. “In rainbows” sarà ovviamente ineleggibile nelle classifiche finché non verrà confezionato, ma il fatto non spaventa nessuno. Anzi, se l’iniziativa della band di Oxford funzionerà a lungo termine, è il principio di un cambiamento radicale, al quale artisti senza contratto discografico come Trent Reznor, Oasis, Charlatans, Jamiroquai, hanno già promesso di adeguarsi.Per quanto riguarda il valore musicale di “In rainbows”, a parte rassicurare che non deluderà, si può aggiungere poco. Il suo processo di assimilazione è lo stesso che in passato: al primo ascolto se ne percepisce la grandezza e si resta cautamente incerti, al secondo si affonda nei suoni, al terzo nelle melodie e nelle parole, a lungo andare diventa un altro disco irrinunciabile dei Radiohead."


Che sia un modello, un esempio per altri gruppi...grandi!
Ale...

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

non c'è niente da fare i radiohead sono sempre i più grandi...
saluti

14/10/07 17:54  
Blogger GAB said...

Grandi!! grandi Radiohead! (fig!sono già passati 10 da ok computer..) bisogna in qualche modo liberare il mondo della musica che è veramente soffocato da ormai vecchi criteri di gestione e lobby di guadagno.. speriamo che si diffonda sempre di più questa rivoluzione.. Sk ovviamente sono in prima linea he he. grande ALe per il post!

16/10/07 13:23  

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